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Gesù lo trovi solo all'ultimo posto

fr. Valerio Berloffa

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare…  Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto…”

Un scena di vita di vita ordinaria – un invito ad un banchetto - diviene per Gesù l’occasione per una bellissimo insegnamento di comportamento cristiano.

Non metterti al primo posto”. Sembrerebbe una osservazione banale, una norma di buone maniere, una semplice regola di galateo. Per il cristiano invece mettersi all’ultimo posto è la logica rivoluzionaria e ineludibile della sua fede.

Cos’è infatti che scatena nell’uomo la ricerca dei primi posti? Perché questo vivere costantemente in competizione con gli altri, cercando sempre di mettere in mostra le proprie capacità e tenere nascosti i difetti e le debolezze? Perché questo spirito di protagonismo?

 La ricerca dei primi posti è segno di mancanza di autostima, o, al contrario, di presunzione di essere migliori degli altri e volere apparire tali ai loro occhi, a costo di mostrare quello che non si è. Talmente diffuso è questo comportamento, non solo nei momenti importanti della vita, ma anche nei tanti piccoli episodi quotidiani, che sembra quasi un modo umano naturale di comportarsi.

 “Non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto! ”... Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”.

Ecco il perché del comportamento rivoluzionario cristiano: chi crede in Dio e si sente amato da Lui, non vive in competizione con gli altri perchè non ne ha bisogno! Egli sa infatti di valere agli occhi di Dio come un figlio amato. L’autostima quindi non gli viene dalla consapevolezza della propria bravura, ma dal sentirsi pensato, voluto ed amato da Dio!

Tu per Lui vali, non importa cosa gli altri pensino di te! Non hai bisogno di ostentare una visibilità che il mondo ti nega e riserva solo a pochissime star, ai campioni dello sport o ai cantanti famosi! Non hai bisogno dei “like” del web, tu vali molto davanti a Dio: per te egli si è fatto uomo, e ai suoi occhi sei così prezioso che ha preferito finire Lui sulla croce piuttosto che vederti perduto per sempre: “Dio ha tanto amato gli uomini da mandare suo Figlio …”.

Non hai quindi da temere, né per il presente, né per il futuro, perché tu vali “più di molti passeri!” Non hai bisogno di metterti al primo posto, perché verrà Lui a ristabilire il tuo giusto valore, come in questa parabola:Amico, vieni più avanti!”.

 Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato»

Gesù non pone qui una regola morale da seguire come un gravoso dovere. Infatti, “Chi si umilia sarà esaltato” si riferisce prima di tutto a lui stesso, che: “pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo… umiliò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha innalzato …” (Fil 2, 5-9)

Gesù ha vissuto la sua vita interamente nella logica del servizio e della scelta dell’ultimo posto, ponendosi così a modello per ogni uomo. Egli ha abbandonato il primo posto divino per vivere sempre all’ultimo posto umano, a convalida della sua missione e della sua predicazione. Questo è il senso della sua incarnazione.

L’ultimo posto è il posto di chi serve, di chi non pensa a se stesso, ma al suo prossimo. È il posto di chi ama, come la mamma, sempre la prima a servire e l’ultima a mangiare: “la mamma mette il cibo nei piatti… e lo mangia sulle dita!”  (Burundi).

L’ultimo posto è quindi il posto di Gesù! Per questo quando anche tu scegli l’ultimo posto egli ti chiama “amico”: esso infatti è l’unico posto che ti garantisca di incontrare e fare comunione col Signore e con coloro che lo rappresentano: i poveri, gli umili, i piccoli, i malati.

 San Francesco ai suoi frati ricordava che: “In tanto uno vale, in quanto vale davanti a Dio e nulla più!”. Costante era perciò la sua ricerca degli ultimi, dei poveri e degli esclusi, riservando sempre per sé e per i suoi frati gli ultimi posti, tanto da farsi chiamare “frati minori”.

 Perché allora questa smania di ricerca dei primi posti e di farsi vedere? L’ambizione lecita più grande del discepolo è quella di diventare amico di Gesù, cercandolo quindi all’ultimo posto! Se questo avviene, allora per te l’ultimo posto acquista un significato e un peso speciale, perché ti assicura la presenza di colui che ha detto: “Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore!”